Un amore di cupcake // Book review

18 dicembre 2012 | By More

“Un amore di cupcake” è un romanzo dolce per il cuore e per il palato.
Leilani, infatti, è una chef pâtissier. Ha 31 anni, è bravissima nel suo lavoro e prima di lavorare a New York per uno dei cuochi più amati e ricercati, ovvero, Baxter Dunne, aveva studiato persino in Europa per imparare la fine arte culinaria del Vecchio Mondo ed affinare la sua tecnica. Ora, però, non si trova né a New York ad affiancare Baxter nel suo ristorante Gâteau nella preparazione di cibi raffinati per i suoi clienti di importanza internazionale, né in Francia o in qualsiasi altro posto d’Europa. E’ nel suo negozio, in un’isola sperduta della Georgia, Sugarberry, e prepara con foga centinaia di cupcake.

“I cupcake l’avevano salvata.
Era a quello che pensava Leilani Trusdale, mentre faceva un buchetto nell’ultimo cupcake, metteva da parte lo scavino e prendeva il sac à poche pieno di crema di lamponi e cioccolata fondente. Ne inspirò il profumo. Incredibile davvero il potere che aveva una porzione tanto piccola di dolce bontà. 
I cupcake erano la sua salvezza.”

Preparare dolci è per lei uno sfogo, una terapia, per non pensare a ciò che l’affligge, a ciò da cui meno di un anno prima è fuggita: Baxter Dunne. E’ per colpa sua che Leilani ha abbandonato la sua splendida carriera. Lo ha fatto per mettere fine alle voci maligne dei suoi colleghi, i quali insinuavano che se lei era giunta fin dov’era giunta lo doveva a Baxter, ma chissà cosa gli aveva concesso in cambio. Stanca di accuse infamanti e stressata dalla vita frenetica di New York, dopo la morte della madre e il malore del padre, decide di tornare da quest’ultimo e, con grandi fatiche, realizza il suo sogno: aprire un negozio tutto suo.

Adesso, però, dovrà riaffrontare il suo amato-odiato Baxter, poiché “lo chef delle meraviglie”, nonché conduttore di una trasmissione culinaria, ha deciso di girare alcune puntate proprio nella sua isoletta sperduta e così lontana dalla caotica New York. Leilani non riesce a darsi pace; si chiede perché uno chef famosissimo, che non l’ha mai degnata di uno sguardo, debba voler girare il suo show proprio lì, adesso che finalmente lei aveva trovato un po’ di pace e serenità. Seppure Baxter le avesse sempre mostrato il maggior rispetto e le avesse persino dato in mano la gestione del suo ristorante, tra loro non vi era stato nulla al di fuori del loro rapporto professionale. Quindi cosa lo portava proprio lì?

Sfogarsi preparando dolci piccole creazioni, però, non le basta. Ha bisogno di avere accanto a se i suoi migliori amici. Inaspettatamente avrà l’aiuto anche di una simpatica e curiosona  vecchietta e di un’assistente “dark”. E senza rendersene conto avrà messo su un “cupcake club”.

«È interessante, guarda. Dre ha vent’anni, Charlotte trenta, io trentuno e Alva ottantadue. Charlotte appartiene pure a un’altra cultura e io…» Scoppiò a ridere, più per stanchezza che altro. «Io non lo so. Ma, ripeto, alla fine ci fa bene.»

Direi che si tratta di un libro parecchio attuale ed adatto al periodo, viste le sempre più numerose trasmissioni di dolci che tempestano la tv. L’ho letto con piacere, anche se con un certo nervosismo per via delle eccessive “seghe mentali” della protagonista. Però, per essere del tutto onesta, gli ultimissimi capitoli non mi hanno davvero entusiasmata, li ho trovati forse un po’ troppo “harmony style”. Del tipo:

“[…] Tuttavia (Baxter), allo stesso tempo, voleva proteggerla, cullarla, assicurarsi che non le succedesse mai nulla di brutto. Teneva a lei. Ecco, era proprio quello.
Teneva a lei.
Ne amava ogni centimetro. E avrebbe dato la vita per impedire a chicchessia di farle del male”.

O ancora:

 “[…] Era bello che entrambi volessero la stessa cosa, era bello sentirsi ricambiati; quel pensiero lo sconvolgeva più di qualsiasi orgasmo. […] Baxter voleva sia proteggere…sia essere protetto. Voleva che lei si prendesse cura del suo cuore, dei suoi sentimenti e, perché no, anche di lui. Voleva poter sapere che lei c’era, che ci sarebbe sempre stata, che sempre sarebbe stata fedele a lui e all’amore che li univa. Come lui sarebbe stato con lei.”

Una volta, quando ero piccola, ero forse una delle persone più romantiche del mondo e davvero credevo potessero esistere uomini così, ma, crescendo, mi sono resa conto che si trovano solo nei romanzi rosa uomini che ti amano incondizionatamente, fedelissimi, onesti, sinceri, pronti a tutto per te: dei veri ”harmony men” direi, insomma. Allora, mi chiedo, perché ci piace tanto leggere storie di questo tipo? Siamo forse masochiste e amiamo torturarci sapendo che si tratta solo di uomini fatti solo di lettere nere su fogli bianchi e vestiti di fantasia?

Ora, però, sto divagando. Tornando al nostro romanzo, trovo molto simpatica l’idea dell’autrice, Donna Kauffman, di mettere alla fine del romanzo alcune sfiziose ricette. E a parte i miei dubbi sull’esistenza o meno degli “harmony men” ciò che ho fatto dopo aver letto il libro è stata una fila di ben 14 cupcake al doppio cioccolato fondente. Devo dire che si tratta di un metodo davvero interessante per rilassare i nervi. Da provare!

Per chi fosse interessato, è possibile leggere un’anteprima di “Un amore di cupcake” sul sito ufficiale della casa editrice. Clicca qui

Potete anche visitare la pagina facebook dedicata al libro cliccando qui.

Buona lettura!

 

Tags: , ,

Category: Books

About the Author ()

Romantica e sognatrice, ma con qualche sprazzo di cinismo. I suoi valori più importanti sono la famiglia e la lealtà. Le piace leggere, viaggiare, guardare film e telefilm. Adora la tecnologia e studia lingue orientali. Le piace conoscere sempre cose nuove ed ha una vera passione per il cibo (beh chi non ce l'ha?!).

Leave a Reply