Il tizio della tomba accanto, la recensione

22 giugno 2012 | By More

 

Il libro di questa settimana è dell’autrice Katarina Mazetti e ci porta in Svezia. Si intitola “Il tizio della tomba accanto”. Mi aveva incuriosito questo titolo un po’ particolare e così ho deciso di prenderlo. L’ho trovato un libro originale: la storia infatti si sviluppa intrecciando ora il punto di vista di Desirée, ora il punto di vista di Benny.

Chi sono Desirée e Benny?

Lei è una giovane bibliotecaria, che ha da poco perso un marito “quasi perfetto . Si reca ogni giorno sulla sua tomba e se ne sta seduta a guardare per almeno un’ora la semplice ed austera lapide, sebbene ciò che senta somigli “più che altro a ciò che sente un bambino quando muore il suo pappagallino”.

Benny, invece, il “silvicoltore” con tre dita, è proprietario di una piccola azienda agricola  di famiglia; è sempre preso dal lavoro e l’unico momento in cui riesce a rilassarsi è quando va a trovare e a prendersi cura della  tomba dei suoi genitori.

Da qualche tempo, però, a causa di quell’ “essere umano slavato”, quella persona “sbiadita come una vecchia fotografia a colori rimasta per anni in una bacheca”, che se sta sempre lì seduta a fissare una lapide che “pare una pietra buttata lì da un qualche geometra per segnare il confine di un terreno”, lui non riesce più a rilassarsi. Sono due mondi opposti e lontani e si detestano. Poi, però, a causa di un sorriso interpretato dai due in maniera totalmente differente, iniziano una indefinibile e strana storia d’amore.

Gli aspetti “comici” sono dati, appunto,  dalle loro diverse interpretazioni di uno stesso avvenimento, anche se devo dire che il riso diventa presto un riso amaro pirandelliano, poiché quella che a prima vista sembrerebbe una storia d’amore un po’ bizzarra, si rivela una storia piena di solitudine. Non possono stare insieme: lei abita in città,adora il suo lavoro, è creativa e piena di iniziative,ama viaggiare, leggere e non sa cucinare; lui, invece è un uomo di campagna, legato alla sua azienda di famiglia e tutto ciò che vorrebbe sarebbe mandare avanti l’azienda avendo accanto a sé una mogliettina che gli pulisca la casa e gli prepari del buon cibo non surgelato o precotto, e con la quale avere dei figli.

Due culture distanti, inconciliabili, quale potrebbe essere la soluzione? Buona lettura!

 

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About the Author ()

Romantica e sognatrice, ma con qualche sprazzo di cinismo. I suoi valori più importanti sono la famiglia e la lealtà. Le piace leggere, viaggiare, guardare film e telefilm. Adora la tecnologia e studia lingue orientali. Le piace conoscere sempre cose nuove ed ha una vera passione per il cibo (beh chi non ce l'ha?!).

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